venerdì, 30 gennaio 2009

perla (quasi)

postato da bonistalli alle 30/01/2009 19:31 in perle

Entra una giovane donna.

"Avete cd?"

"Sì"

"L'ultimo di Grignani?"

No. E neppure il primo. E, giuro, neppure il secondo e il terzo, meno che meno il quarto nel caso l'avesse fatto, non lo so. Qui ci sono Mingus, Beatles, Tetes de bois, Javier Girotto, Steve Hackett, Kansas, Tenco, Mia Martini, Cure, Radiohead, Portished, Duke Ellington, Mogwai, Dream Theater, Antonio Forcione, Mike Scott, Lambchop, Rocco De Rosa, Style Council, Joan Armatrading, Billie Holiday, Leo Ferrè, Grateful Dead,  Juliette Greco, Marillion, Cowboy Junkies, Daniele Sepe, Calexico, J Geils Band, Ardecore, Bob Dylan, Bobby McFerrin, Charlie Haden, Keith Jarrett, Nick Cave, Barry Adamson, e altro ancora a prezzi decisamente competitivi (leggi: schifosamente bassi).

Grignani non c'è. Ma  come fa  un over 30 ad ascoltare Grignani nel 2009? Mah...

mercoledì, 28 gennaio 2009

Libri sbagliati

postato da bonistalli alle 28/01/2009 16:52 in libreria
I libri di Orecchio Acerbo, per esempio, sono tutti sbagliati. Anzitutto, presentano pochissimi orsetti, pupazzetti, coniglietti, peluchetti, riccetti, topini, nutrie e roba tenera e vendibile e che i bimbi capiscano subito con i loro tre neuroni poco sviluppati. 
Poi: non riportano mai l'indicazione dell'età dei lettori, e come facciamo a comprare il libro, eh? Se vai da Benetton le misure le trovi, e puoi comprare un sandalino o un perizoma a chi vuoi. Loro, niente. Ma proseguiamo, perché i difetti di questa casa editrice piena di gente vanitosa, che fa i libri col Mattotti solo perché ha un cognome altisonante (se si chiamasse Mattetti, o Mattini, o Mattucci, farebbero lo stesso i libri con lui, eh??), non sono finiti qui. Alcuni loro libri per errore sono stati stampati in bianco e nero (e ce li hanno venduti al prezzo di libri a colori). Un altro addirittura gli è uscito tutto storto dalla legatoria (si vede che il legatore se ne intende e gli ha giocato un brutto tiro) e quei furbetti cosa hanno fatto? Ce lo hanno presentato come "libro sbilenco". Truffatori che non siete altro! E poi dicono che l'editoria è in crisi.
 E che fanno loro? Fanno un libro con un soldo sopra. Così uno almeno recupera 10 centesimi. Ma sai cosa ci ho fatto io col soldino del Negrin? Ci ho pagato il parchimetro per andare a comprare al supermercato qualche libro serio, di quelli che tutti i bambini capiscono, con su le illustrazioni di una volta, mica libri coi numeri, coi lupi, con le antiche creature, con la gente strana. Ma non è finita. I loro libri, altro difetto, non hanno nemmeno una donna nuda, non riportano la scritta "nuovo" stampata in oro, e nemmeno hanno la dicitura "un libro da mozzare il fiato" firmata da qualche critico o rivista prestigiosa (per esempio da me, che nel panorama librario sono una prestigiosa nullità). E difetto ancor più losco (qui si vede che lo fanno apposta - sembrano tipi poco raccomandabili ma sono anche diabolici questi di Orecchio Acerbo): i loro libri ci aprono gli occhi, ti fanno vedere le cose belle. E poi ti giri verso il mondo che hai intorno e cosa vedi? Cosa vedi? Vedi tutte cose brutte e ci rimani male, e ti viene voglia di lottare perché tutto sia migliore, ti viene voglia di scardinare il parchimetro per recuperare il soldino maledetto del Negrin o ti viene voglia di prendere un aereo e vedere insieme al Mattotti le creature della mente.
Ti viene voglia di cambiare tutto, e questo è sbagliato, sbagliato! Diseducativo, soprattutto. Se i bambini si accontentano, il mondo non sarà migliore ma di sicuro sarà tranquillo. E loro, quegli infidi orecchiacerbuti, fanno proprio apposta a rovinare la tranquillità a tutti. Io però voto perché Orecchio Acerbo esista ancora. Giusto per avere un punto di riferimento negativo e tenere sotto controllo questo furore estetico che può portare solo guai.
Matteo Corraini
giovedì, 08 gennaio 2009

2008-2009

postato da bonistalli alle 08/01/2009 11:00 in libreria

E' stato un periodo natalizio commercialmente non eccezionale ma discreto.  A dirla tutta non mi aspettavo l'eccezionalità, semmai la conferma di alcune intuizioni maturate con il passare del tempo. La prima sensazione, confermata: questo quartiere è simpatico, la radice quadrata di Belleville. Non c'è Malaussene, ma una ricca comunità di albanesi, nordafricani, rumeni, che rappresentano quasi il 50% della clientela dello scolastico: persone educate, genitori attenti all'educazione dei figli, corretti e puntuali negli obblighi verso il libraio. Sono tornati anche nel periodo natalizio, e questo mi ha fatto davvero piacere. E poi, tornando a Belleville, tra i clienti ho un ragazzino con le lenti spesse, parla in modo buffo (è straniero, vabbè), ed è un battutista formidabile. Diversi clienti entrano con i loro cani: non sono epilettici come Julius, ma tranquilli e sbavanti come si conviene. Ah, uno si chiama Mingus, tradendo il buon gusto musicale della padrona.

E' un quartiere che ha lettori forti,  insegnanti motivati, pronti e ricevere ma anche a consigliare autori e testi.  Qualche cliente curioso ogni tanto arriva e mi lascia qualche "perla" che prontamente vi riporto.

La mamma di Vauro - di cui leggete più sotto - ha fatto sì che il libro del figlio sia stato il più venduto delle feste, insieme al nuovo di Carofiglio. Quella donna è in effetti un ufficio stampa formidabile, e  temo che il figlio non lo sappia.

Ci saranno novità, nei prossimi mesi, anzi settimane. Keep in touch, non ve ne pentirete. Buon anno a tutti.