mercoledì, 29 ottobre 2008

Generi di conforto

postato da bonistalli alle 29/10/2008 12:04 in eventi

La scorsa settimana ho passato tre mattine al quinto campus di Albachiara, a Montecatini. Albachiara è un progetto nato nel 2004 che si propone di costruire una rete di relazioni tra singoli, istituzioni e organizzazioni sociali impegnati per l’affermazione della cittadinanza. "Cittadini non si nasce, ma si diventa". L'organizzazione è curata dalla Provincia di Pistoia (ehilà!)

Hanno partecipato migliaia di studenti delle scuole superiori, provenienti da ogni parte d'Italia: Torino, Roma, Firenze, Caltanissetta, Palermo, Reggio Calabria - (e restando in quella regione, Locri e Tropea, presenze particolarmente significative). Al teatro Verdi  hanno partecipato a laboratori di musica e scrittura, workshop sull'arte figurativa e il cinema. Hanno ascoltato le parole di Don Ciotti, del giudice Caselli, di Yolanda Mukagasana, testimone del genocidio del Rwanda. Era stata invitata la ministra Meloni, ma non ha partecipato (anche la Melandri, invitata a suo tempo, declinò per i soliti improrogabili impegni).

E' stato... confortante. Tutto quanto. Sembrava di stare in un altro mondo. Beh forse lo era. Per dire: ascoltare Don Ciotti può lasciare inalterata la tua visione del mondo, ma anche se non sei credente dimentichi che in quel momento c'è un prete davanti a te - usa parole precise, mai retoriche, alza la voce solo per dare più spessore a concetti necessari. Non direbbe mai "i soldi sono nulla, solo la parola del Signore resta per sempre", come ha sottolineato qualche settimana fa il suo superiore riguardo il crollo finanziario. Ha altre urgenze comunicative, Don Ciotti.

I ragazzi hanno ascoltato, hanno parlato e discusso con partecipazione. Hanno comprato convinti e non costretti  i libri di Riccardo Petrella e Guido Barbujani, oltre quelli di Andrea Bajani e Cristiano Cavina, curatori di woekshop sulla scrittura.

 Uno schiaffo forte a ogni luogo comune.

martedì, 21 ottobre 2008

Dodici uova

postato da bonistalli alle 21/10/2008 20:32 in libreria

La letteratura, oggi, non ha bisogno di capolavori. Scrivere un buon libro è già un'impresa, figurarsi.  Poi, all'improvviso, arrivano storie che ti prendono alla gola e strizzano il cuore. La città dei ladri è uno di quelli.

L'autore è David Benioff, quache anno fa è uscito con La 25esima ora: una bella storia, da cui Spike Lee ha tratto un film stupendo.

Qui Benoiff ha cambiato epoca,  scegliendo di percorrere un sentiero scivoloso: la seconda guerra mondiale, la battaglia di Leningrado, i buoni e i cattivi, gli innocenti e i colpevoli.  Ma a lui non interessa ergersi a giudice, non gliene importa nulla, la storia ha già emesso i verdetti. 

L' ironia è la salvezza - letteraria, quanto meno. Trovare dodici uova sotto i bombardamenti, necessari per fare una torta nuziale: questa è la missione affidata a due ragazzini russi, accusati di tradimento e diserzione e per questo destinati al  plotone di esecuzione. La figlia del colonnello che li ha condannati a morte deve sposarsi e non esiste matrimonio senza torta. Per fare la torta servono le uova. I ragazzi, per avere salva la vita, devono trovarle. 

Vi ho raccontato le prime 30 pagine. Le restanti  290 leggetele da soli. Non ve ne pentirete, fidatevi.

venerdì, 10 ottobre 2008

Nobel nobile?

postato da bonistalli alle 10/10/2008 11:14 in libreria

Va bene, non lo conosce nessuno e poche librerie fino a ieri avevano i suoi libri. Ricordo di averne venduta una copia un paio di anni fa, a Quarrata, il titolo non lo ricordo. Magari i suoi libri sono capolavori, li leggerò.

 Oppure no, e sarà uno di quei Nobel dati per motivi imprescrutabili, noti solo alla commissione svedese. Philip Roth quante maledizioni gli avrà mandato (alla commissione, non al vincitrore).

Però con la Szymborska successe una cosa simile: questa chi la conosce, altri meritavano di più, è sempre ubriaca si arrivò a dire. Eppure il tempo le ha dato il giusto e meritato riconoscimento. Boh. Sono contento per le case editrici che hanno pubblicato Le Clèzio, la piccola Instar e il Saggiatore, ne avranno beneficio, spero per loro. Mi procurerò qualche copia di questo francese (Gian Maria Gustavo, perbacco!) con la faccia squadrata da attore di soap opera. Speriamo bene.

mercoledì, 08 ottobre 2008

amico Taro

postato da bonistalli alle 08/10/2008 18:03 in libreria

Una bella notizia per chi ama gli albi illustrati e da colorare. E' uscito un nuovo titolo di Taro Gomi, pubblicato come gli altri da Corraini: si chiama 1, 2, 3 scarabocchi, è indicato per la fascia  4-6 anni ma come tutti gli albi dell'illustratore giapponese è PER TUTTI: 0-99.

Taro Gomi è geniale.  I suoi non sono solo albi da colorare: dentro i suoi inconfondibili  segni ci sono storie e personaggi nascosti dove la fantasia del bambino (e dell'aldulto) corre libera e felice. E' uno di quei libri che l'adulto alla ricerca di un regalo per un bimbo naturalmente intelligentissimo/bravissimo/bellissimo dovrebbe guardare e comprare senza fiatare. Invece chiederà Geronimo Stilton, l'album delle Wynx da colorare, oppure la versione ridotta di Cuore.  Chaggiaffà, povero me?

martedì, 07 ottobre 2008

perle/ottobre 2008

postato da bonistalli alle 07/10/2008 12:12 in perle

Entra una giovane donna.

"Buongiorno, posso ordinare libri scolastici?"

"Sì, certo"

"Ah, che bello. No, sa, dalla vetrina ho visto dentro...tutti questi libri...pensavo di no".

lunedì, 06 ottobre 2008

Fibrillazione, ma Kurt...

postato da bonistalli alle 06/10/2008 20:31 in

Si tratta dell'industria editoriale. Negli ultimi dieci giorni sono usciti i nuovi libri di Coelho, Moccia e Vespa. Bompiani, Feltrinelli e Mondadori si sfregano le mani e ogni giorni verificano i flussi di vendita con occhi rossi e la pupilla riempita dal segno $.

Ecco le prime tre righe di ciascun volume

Brida: "Trascorrevamo tutte le sere in un caffè di Lourdes. Io, un pellegrino del sacro cammino di Roma, che avrebbe dovuto marciare per giorni alla ricerca del proprio Dono. Lei, Brida O'Fern, che controllava una parte di questo percorso".

Amore 14: "E' una di quelle giornate che inizia veramente con il sorriso. Sai quando ti guardi in giro e tutto ti sembra più bello, gli alberi  che ti circondano, il cielo, qualche sciocca nuvola chre sembra voler dire la sua".

Viaggio in un'Italia diversa: "La fredda cortesia della hostess mi dimostrò che tutto era cambiato.Ripensai alle sue colleghe con le ghirlande di fiori profumati al collo al mercato sull'acqua di Bangkok, che oggi non esiste più".

Sapete qual è la cosa più triste? E' che queste tre inutili letture mi aiuteranno sensibilmente a pagare le bollette di dicembre. Quindi dovrei tacere. E invece no, e consiglio questo libro, dal titolo "Ricordando l'apocalisse" di Kurt Vonnegut, testi inediti scelti dal figlio Mark. 

Queste le prime tre righe: "Miei cari, mi dicono che probabilmente nessuno vi ha infomato che non sono mai stato "disperso in combattimento". E' anche probabile che non abbiate ricevuto nessuna delle lettere che ho scritto dalla Germania. Dunque non mi resta  che darvi un sacco di spiegazioni".

L'editore è Feltrinelli. Questo libro è uscito poche settimane prima di Moccia. Non avrà promozione, se non la solita marchettina di 15 righe su Stampa e Repubblica. Del resto, perchè Feltrinelli dovrebbe spendere tempo e denaro per promuovere il libello di uno strambo signore americano  morto lo scorso anno? Non sto a ricordarvi chi sia stato Kurt Vonnegut, nel caso non lo abbiate mai letto. Arrangiatevi. Per tutti gli altri: quando lo leggerete ,  alla fine di ogni capitolo fermatevi e guardate la foto sulla quarta di copertina: non sta salutando i suoi lettori, il vecchio Kurt. Sta dicendo: così va la vita. Guadate cosa c'è sopra la sua testa, attaccato alla porta. Sto ridendo e piangendo dal ridere.  Ok, riprendo a leggere. Ah Kurt: sei  il più grande di tutti!