giovedì, 07 gennaio 2010

Di FB, autori e altre proposte (indecenti)

postato da bonistalli alle 07/01/2010 12:06 in libreria
Cominciamo dall’ovvio: Facebook è un formidabile strumento per cazzeggiare. Cazzeggiare, come disse una volta qualcuno, è un’arte - e di artisti del genere in rete se ne trovano parecchi. Io, lo devo riconoscere, sono un modesto cazzeggiatore: scrivo poco, non mi piace chattare, condivido poche foto, non ho mai inserito un video, né ho mai spedito un gadget a chicchessia (mentre ne ho ricevuti e ricevo a bizzeffe, per la mia disperazione.). Mai fatto un test tranne quello sulla conoscenza della musica rock (risultato: OTTIMO). Mi sono iscritto con entusiasmo ad un solo gruppo (quelli che vogliono abolire l’uso indiscriminato del “piuttosto che”). Farmville mi è indifferente.
Allora, direte voi, che ci stai a fare su FB? Infatti ho abbandonato il mio profilo personale. E’ brutto dirlo – abbandonare il profilo personale – ma è quello che ho fatto. Non lo frequento più. Non l’ho cancellato perché non so come si fa, ma quella pagina giace inerte da qualche mese, e tale resterà.
 
Ho abbandonato il mio profilo personale e ne ho aperto un altro: quella della libreria. E qui il discorso cambia. Frequentare il profilo FB della libreria mi piace: ho trovato clienti che già conoscevo di persona, altri sono arrivati tramite conoscenze comuni; scambiamo opinioni, idee, e con il passare del tempo e l’aumento della confidenza, ricevo in posta informazioni e ordini. Questo lo trovo molto bello. Insomma, per il lavoro che faccio FB è un valido aiuto, anche e soprattutto quando lo utilizzo per presentare eventi  o condividere informazioni di qualsiasi tipo. L’interazione blog/FB lo trovo bello e utile per me e i clienti.
 Sul blog dovrei scrivere di più , avete ragione (e magari su FB inserire qualche foto: lo farò, promesso).
Sicuro, ogni tanto cazzeggio, quando scrivo di basket o dei miei intellettuali di riferimento: Matteo Salvini, la Santanchè, Roberto Cota.
Tutto bene, allora? Sì, più o meno. Ricevo in automatico richieste di amicizia dalle case editrici (graditissime), e altre di autori più o meno giovani, più o meno esordienti. Tutti accolti nella grande famiglia Fahrenheit 451.
 Quest’ultimi, talvolta, esondano, per usare un verbo molto usato in queste settimane di pioggia.
Succede che mi scrivono in bacheca o inviano messaggi personali invitandomi, gentilmente, a tenere in considerazione l’ultimo (o primo) libro, pubblicato da una piccola e volenterosa casa editrice (a pagamento, la maggior parte delle volte) . “Le copie in conto deposito, naturalmente”, specificano. Certo, naturalmente, ci mancherebbe. Alcuni diffondono dati di vendita strabilianti; in qualche caso, a sentir loro, superiori ai best seller del momento. “Modestamente, le suggerisco di tenere una pila di miei libri vicino alla cassa, non se ne pentirà” mi ha scritto una volta un tizio che scrive libri di economia e finanza. Il genere che va per la maggiore, come sapete. Qualche altro è arrivato a chiedermi una presentazione a scatola chiusa.
 Di regola, non rispondo a nessuno. Non è maleducazione o indifferenza. Gli esordienti devono pubblicizzare le loro opere utiloizzando ogni strumento possibile: so perfettamente quanto sia difficile trovare spazio sui media per la promozione e visibilità in libreria. Occorre però scegliere con attenzione gli strumenti giusti. Temo che questo sistema (cioè spamming) non sia produttivo per chi lo fa.
 Io, libraio, non posso prendere in considerazione queste richieste. Non conosco il libro e non posso leggerlo perché non ha distribuzione. Per quanto mi riguarda, ho uno spazio piccolo, i libri li scelgo tutti personalmente perché non posso riempire la libreria di cose che non mi servono. Non lavoro neppure con gli agenti di zona delle più grandi case editrici, proprio per evitare l’effetto accumulo indiscriminato .
 Il conto vendita è un costo e basta. Il contro vendita - spiego per chi non lo sa -  è un sistema per cui la casa editrice ti invia un certo quantitativo di libri per un periodo di tempo più o meno lungo (3 o 6 mesi, ma qualche volta si può arrivare a un anno). Al termine del periodo, restituisci i libri e paghi solo il venduto. Comodo, dite voi? Qualche volta sì. Con autori sconosciuti, mai. Il punto è che la maggior parte dei libri rimangono invenduti, quando non tutti. Se vendo una copia o due, è già tanto. Alla fine dovrei pagare il corriere e rispedire indietro la merce invenduta. Che goduria quando la casa editrice ha sede a Palermo, o Sondrio o Pescara. Avete presente quanto è il margine di guadagno per il libraio sul singolo libro? Ma soprattutto, avete presente quanto costa un corriere?
Quindi, cari amici scrittori, ora capite perché non posso accogliere le vostre richieste. Date retta, fate promozione in altra maniera: presentate il libro dalle vostre parti , preparate un sito dedicato dove magari poter ricevere i pagamenti e fare spedizioni in proprio. E anche un profilo FB o Twitter ad hoc può tornare utile. Laaciate perdere lo spamming alle librerie, non vi serve a nulla. Lo so  che è difficile avere visibilità, ma questo non è un buon motivo per avanzare proposte commercialmente improponibili.
  Statemi bene, e in bocca al lupo. Oh, amici come prima, eh;)?
mercoledì, 02 dicembre 2009

Compleanno libreria sabato 5 dicembre

postato da bonistalli alle 02/12/2009 20:54 in

 

Eh sì, è il secondo compleanno.

Vi aspetto tutti quanti. Bisogna festeggiare, certo.

Voi correte solo il rischio di divertirvi. E per i presenti, ci sarà pure un omaggio. Fossi in voi, ci darei un salto

Si comincia alle 9 e si finisce alle 20, con due ore di pausa dalle 13 alle 15.

mercoledì, 02 dicembre 2009

Bilenchi, Romano toscano

postato da bonistalli alle 02/12/2009 20:37 in libreria

Romano Bilenchi (Colle Val d'Elsa 1909 - Firenze 1989) è un autore da riscoprire. La Bur ha ristampato le sue opere: le trovate in singoli volumi o  riunite in un unico volume. Quest'ultimo ha una bellissima prefazione di Benedetta Centovalli, esegeta di Bilenchi, che in una quindicina di pagine spiega l'attualità di questo grande e quasi dimenticato autore del Novecento toscano. Quattro le ragioni per leggere Bilanchi. In estrema sintesi (in corsivo le parole della Centovalli):

 -  L'infanzia, cioè la scelta di protagonisti adolescenti nelle sue storie, dove ogni epoca  aggiorna il romanzo di formazione (...) Bilenchi scrive il suo romanzo unico e continuo sull'infanzia e sull'adolescenza.

2 - Cartografie di un paese che somiglia all'Italia. Cioè il paesaggio italiano, centrale in tutta la sua narrativa (...) che ci viene incontro come un vero e prpprio personaggio, geografia di un paese che a stento sopravvive su e giù per lo stivale ma che ancora resiste.

3 - Esercizi di libertà, cioè nei racconti di Bilenchi si allena la nostra capacità di essere e mantenersi liberi, e ieri come oggi non è cosa da poco (...) la  libertà, da qualunque ideologia e dai condizionamenti della storia. Libertà pagata a caro prezzo

4 - Scrivere, riscrivere, cioè la lingua che questo scrittore usa, una lingua semplice e denotativa e uno stile paratattico che conduce il lettore a un soffio dalle cose che vengono nominate.

In conclusione: tutta l'opera di Bilenchi è conficcata nel cuore del Novecento senza poter essere iscritta a nessun canone rassicurante del secolo, lontano anni luce dalle tentazioni sperimentali o dalla neoavanguardia quanto lo fu dal neorealismo del dopoguerra o del romanzo borghese.

Sto leggendo Bilenchi - che non conoscevo -  e mi piace molto.  Per queste feste sarà il mio consiglio preferito di lettura, e questo suggerimento lo estendo a tutti voi.

mercoledì, 02 dicembre 2009

perle/novembre 2009

postato da bonistalli alle 02/12/2009 19:57 in perle

Uomo, in là con gli anni. Capita spesso in libreria per fare fotocopie, prevalentemente moduli postali. Una volta mi ha fatto copiare l'intero vocabolario del Petrocchi (ristampa del 1921 - l'originale è di fine '800) appena saputo chre mio padre lo aveva in casa. Comunque. Credo contesti qualsiasi bolletta riceva (rigorosamente con lettera A/R): dall'acqua alla luce, dal gas alla spazzatura. Avete presente il tipo.

L'altra sera aveva voglia di chiacchierare. Mi ha detto che c'è un autore americano che lo fa piangere dalla commozione ogni volta che posa gli occhi su un suo libro. Bello, dico io, chi è? Ci pensa su, non gli viene in mente. Però c'è un libro bello, e che i ragazzi di oggi dovrebbero reiscoprire, continua. Via, ci pensi  bene, faccio. No, non gli viene in mente. Gli suggerisco qualche nome. Niente da fare.

Poi si illumina. "Il richiamo della foresta!" esclama. E prima che io possa complimentarmi per la brillante vittoria sull'Alzhaimer, lui mi precede: "Dickens. Charles Dickens. Ho tutti i suoi libri". E' raggiante. "Guardi, lei non ci crederà, ma Dickens mi fa piangere. Che scrittore! Tutti quei romanzi sul grande nord, la lotta per la sopravvivenza. Dickens, ecco, non mi veniva  -  mi sorride compiaciuto- sa, l'età".

E come, non lo so? Anche a me quando guido la macchina  mi capita di non ricordarmi dove sto andando. Invecchio, sì. Però. Vi immaginate "Il canto di Natale" ambientato in Alaska? Il vecchio Scrooge rinchiuso nell'igloo riceve la visita di due fantasmi/amici esquimesi, scomparsi anni prima,  che gli rimproverano la sottrazione di venti foche rivendute al mercato del pesce di New York. L'avaro Scrooge si pente e  consegna il denaro ricavato al  nipote che gestisce per due lire (al nero)  lo spaccio aziendale nel porto di Anchorage. Ah, vecchio Jack, accidenti a te, perchè non c'hai mai pensato? 

 

 

giovedì, 25 giugno 2009

perle/giugno 2009

postato da bonistalli alle 25/06/2009 16:44 in perle

Stamani una mamma mi ha chiesto se "Cento colpi di spazzola..." (che sua figlia vuole regalare a una sua amica) - parla di campi di concentramento. "Solo la prima parte - ho risposto - la seconda racconta la passione di Eva Braun per l'impollinazione delle api". La madre si è dichiarata felice per il buon gusto letterario della figlia.

Questo è un lavoro meraviglioso.

venerdì, 05 giugno 2009

venerdì 12 giugno/De Pascale su Wu Ming

postato da bonistalli alle 05/06/2009 10:12 in eventi

Un incontro importante, con un tema letterario forte. In libreria sarà ospite Gaia De Pascale che parlerà del suo lavoro dedicato a Wu Ming, dal titolo "Wu Ming, non soltanto una band di scrittori". Uno sguardo approfondito dentro l'universo narrativo del collettivo bolognese, capace di scardinare meccanismi editoriali obsoleti e proporre una nuova epica  italiana .

Si comincia alle 21. Ingresso naturalmente libero.

 Non mancheranno sorprese.

Il sito di Gaia De Pascale

mercoledì, 27 maggio 2009

Perle/ maggio 2009

postato da bonistalli alle 27/05/2009 10:37 in perle

Mattina, entra un a giovane donna.

"Buongiorno, vorrei sapere se avete libri per bambini disletici".

(No, tranquillo Luca, si è sbagliata per il caldo pazzesco di questi giorni, conosce benissimo  la parola)

"Ecco, signora, questi sono libri adatti per bambini che hanno quel tipo di difficoltà. Lei è un' insegnante?"

"No, sono una mamma. La psicologa ha visitato la mia bambina e ha detto che è disletica".

Sigh. Ha preso il libro che le ho consigliato (questo, tra l'altro questa casa editrice pubblica, tra le altre cose,  testi utili e bellissimi per bambini che hanno difficoltà di lettura e/o scrittura), e ha detto che tornerà a prendere gli altri titoli della collana. E' bello sapere che dalla dislechia si guarisce...

martedì, 19 maggio 2009

Prenotazioni scolastiche - FAQ

postato da bonistalli alle 19/05/2009 12:02 in

Sembra presto, ma mica è vero. Tra meno di un mese comincerà quel tormento senza estasi comunemente indicato come Periodo Delle Prenotazioni Scolastiche (PDPS) Quali sono le regole a cui dovrà attenersi il cliente del libraio di via Antonelli? Eccole.

Come faccio a prenotare i libri di scuola?

Facile: basta entrare in libreria e annunciare l'intenzione di farlo

Devo portare l'elenco delle adozioni fornito dalla scuola?

Sarebbe meglio. Così verifichiamo subito i libri che servono e li metto in prenotazione.

Non ho l'elenco delle adozioni. Posso ugualmente prenotare i libri?

Sì. Mi servono le informazioni relative a scuola e classe, dopodichè scarico le adozioni da internet. Però non fate i geniotori pigri, su, procuratevi quanto serve, se non altro facciamo prima.

Serve un acconto?

No. la prassi di richiedere l'acconto - praticata dalla quasi totalità dei miei colleghi - l'ho sempre trovata un'antipatica forma di sfiducia.

Sono extracomunitario. Posso prenotare i libri di scuola?

Mi chiamo Luca Bonistalli, non Matteo Salvini. La libreria si chiama Fahrenheit 451, non Il carroccio in riva al Po. A differenza del ministro Maroni, non respingo nessuno. E non chiedo documenti. La risposta alla domanda è: sì.

Sono leghista. Posso prenotare i libri di scuola?

Mah, se proprio vuole. Temo però che non servirà a nulla. Scuola Radio Elettra ha chiuso?

Prenoto i libri a luglio. Quando arrivano?

I libri di medie e superiori sono disponibili sin da giugno. Se il cliente vuole, posso prenderli subito. In tal caso sarei contento, perchè il lavoro svolto a luglio mi permette di impazzire meno a settembre.

I libri delle elementari quando arrivano?

A settembre, una decina di giorni prima l'inizio dell'anno scolastico

Posso prenotare i libri anche a scuola iniziata?

Certo. E' possibile farlo tutto l'anno.

Praticate sconti?

No

Come avviene il pagamento?

In contanti - o assegno - al momento del ritiro. I libri delle elementari sono gratuiti. In quest'ultimo caso ricordatevi di portarmi la cedola che la scuola vi spedisce a casa.

Non ho ancora la cedola. Posso ritirare i testi delle elementari?

Sì. Ma portatemela subito quando ce l'avete! Non fatevi rincorrere telefonicamente per tutto il mese di ottobre solo perchè siete genitori pigri o distratti. Mi serve, quel pezzo di carta, altrimenti il Comune non mi rimborsa il costo dei libri.

Ho un figlio alle medie e/o alle superiori. Posso pagare alla fine, quando sono arrivati tutti i libri?

No. Per un motivo semplice: i libri al distributore li pago in contanti. Se tutti i clienti pagassero alla fine, io dovrei chiedere un fido. In tal caso la banca, fiutando il mio arrivo, alzerebbe cavalli di Frisia e filo spinato per impedirmi l'accesso. Sono stato chiaro?

Ci sono grandi megastore (la Coop, per fare un nome), che effettuano il servizio scolastico  praticando il 15% di sconto sul prezzo di copertina. E' un bel risparmio. Perchè dovrei venire alla Fahrenheit dove pago i libri a prezzo intero?
 

Guardi, lei va dove le pare. Siamo un Paese (semi) libero, ciascuno fa le scelte che ritiene più convenienti. Io non posso fare quello sconto perchè - occhio, sto facendo una rivelazione clamorosa - quella percentuale è il mio guadagno (ehi, avete capito perchè in Italia ci sono così tante librerie?). Volete andare alla Coop per risparmiare? Andate pure. Mi permetto di lasciarvi questo avviso: quando avrete fatto dieci viaggi a vuoto per ritirare libri erroneamente indicati come disponibili; quando vi renderete conto che su 10 libri prenotati cinque hanno il codice trascritto male e la prenotazione dovrà essere ripetuta; quando vi diranno che i libri mancanti arriveranno a ottobre e a ottobre vi diranno che forse a novembre eccetera, ecco, quando accadrà tutto questo, non vi salti in mente di venire da me supplicandomi di risolvere la questione perchè vi prenderò a calci nel didietro.

Ho preso un libro ma mi sono accorto che ce l'ho già, o non mi serve: posso renderlo indietro?

In linea di massima, no. Quando facciamo la prima prenotazione, vi chiedo sempre la massima attenzione. Indicate solo i libri che con certezza vi servono. Se avete dubbi, non prenotatelo, informatevi e, nel caso, lo faremo dopo. Non mettemi in difficoltà. E' una situazione che come libraio gestisco male - è tutto riconducibile ai rapporti con i distributori, sempre complicati quando si tratta di restituire i libri invenduti.

La scuola è cominciata, ma a mio figlio manca un certo libro che in classe hanno tutti. Come mai non arriva? 

Allora: non è vero che quel libro manca solo a suo figlio - è la solita esagerazione dei genitori. E' possibile invece che un certo libro sia in possesso della maggior parte della classe e qualcun altro ne sia sprovvisto. Non c'è un motivo particolare: fa parte dei misteri insondabili della fornitura di materiale scolastico. Serve solo un pochino di pazienda da parte dei genitori (mamme, soprattutto, i babbi non si vedono quasi mai quando si tratta di scuola). Fate le fotocopie e tamponate così il problema fino all'arrivo del caro scomparso.

La scuola è cominciata e i professori interrogano  già, lo sa? Senza libro mio figlio rischia di rimanere indietro...
 

Signora, suo figlio rimane indietro se passa ore davanti la play station, serate a guardare Amici, pomeriggi a fumare con gli amichetti e un pò troppo tempo in bagno. Non certo perchè gli manca un libro di testo quindici giorni dopo l'inizio della scuola.

In conlusione:  mi pare un bell'impegno trovare lo scolastico e accontentare tutti. Cosa si augura per il futuro il bravo libraio?

Studenti ricchi ma soprattuto orfani

giovedì, 30 aprile 2009

Santoni - Matteoni

postato da bonistalli alle 30/04/2009 18:23 in

Alcune immagini dell'incontro che Vanni Santoni e Francesca Matteoni hanno tenuto in libreria giovedì 223 aprile. Tra il pubblico, graditissima sorpresa la presenza di Francesco Recami. (qui uno dei suoi titoli più belli). Il giorno dopo Vanni sarebbe dovuto partire per il Messico. 

Esatto,  il Messico. Vanni, che ne è di te?

         

     

 

    

giovedì, 23 aprile 2009

Strana coppia

postato da bonistalli alle 23/04/2009 18:30 in

Asia Argento, qualche anno fa, durante un' intervista disse, tra le altre cose,  (vado a memoria, ma il senso è quello) "leggo i grandi classici, gli autori russi e i grandi del barocco inglese. Non  leggo autori moderni, non ho tempo, e poi dopo Dostoevskij che senso ha scrivere ancora libri?". Affermazione imprudente, provocatoriamente snob e profondamente sbagliata. Come dire che dopo Leonardo, Michelangelo, Shelley o Manzoni non ha più senso dipingere, scolpire, scrivere poesie e romanzi. E allora, restando in tema, perchè dovremmo perdere tempo a vedere i film di Asia quando su questa terra sono transitate Katharine Hepburn, Romy Schneider e Anna Magnani? Da quel momento è diventata la mia guida  in campo artistico: se dice che un film è bello, lo evito come la peste. Se non le è piaciuto un libro,quello diventa la mia prima lettura. Giuro, ha funzionato. Sempre.  E trovo Morgan meno antipatico dopo la separazione.    

Con la Santanchè è uguale. Quando dice una cosa, o esprime un pensiero (?), so che è buono e giusto andare nella direzione contraria (Gasparri docet). E' una bussola formidabile. Ieri il confronto con Vauro su LA7 è stato esemplare. La Santanchè sintetizza perfettamente l'elettore medio di quella coalizione: ottuso, scontato, ipocrita. Ieri ha persino raccomandato a Vauro - e per estensione alla sinistra(?), di cui lui è (definizione sua) "servo" -  "di preoccuparsi dei morti delle fabbriche anzichè fare vignette volgari sui morti del terremoto". Uh, avete sentito anche voi gli elicotteri, vero?
Vauro è...Vauro. Testa rotonda da pistoiese doc, barba lunga, faccia sudaticcia, la solita camicia di jeans che indossava al concerto dei Genesis nel 1973 (Vauro sta all'eleganza come la Santanchè alle RSU aziendali). Riuscite a immaginare due persone più diverse? Non ho condiviso l'ironia sui viaggi del presidente del Consiglio sui luoghi del terremoto e la sua commozione: Berlusconi doveva andarci, ha fatto il suo dovere e le lacrime erano - ne sono certo - sincere. Come poi i media hanno riportato queste notizie è un altro discorso. Ma la polemica delle vignette poggia sul nulla. I diretti interessati non si sono offesi. Avete sentito qualcuno dall'Abruzzo urlare la propria disapprovazione? Nessuno. Hanno fatto casino giusto la Santanchè, Giordano e  Feltri (Libero di ieri, occhiello: Basta immigrati. Titolo: Vogliono farci sparare. E' la squisita eleganza dei difensori delle nostre radici cristiane).

 Siamo un paese strano. Non sa distinguere, non sa valutare. Come si può accusare una persona come Vauro di volgarità intenzionale? Quando era a Kabul, la sua controparte di ieri brindava con Briatore in Sardegna. Che va benissimo, perchè è legittimo ballare, fare festa e bere champagne con chi si vuole - senza contare che ognuno investe i propri soldi come gli pare. Ma se dopo le discoteche e i salotti nobili si sceglie di cambiare scena, la politica in questo caso, allora è necessario cambiare anche registro -   linguistico e culturale, prima di tutto. Per discutere  di fabbriche, operai, partigiani, satira e servitù politica   è necessario possedere la necessaria credibilità. Che uno/a si costruisce con il proprio "agire" politico e morale, secondo i propri desideri, aspirazioni e ambizioni. Vauro è andato di persona a constatare la sofferenza altrui e ne ha scritto; attività che occupa da diversi anni gran parte della sua vita. Questo non fa di lui un santo: ha le sue convinzioni, prescindibili e/o non condivisibili, come quelle di chiunque altro. La Santanchè è lontana da tutto ciò; e  palesemente non sa di cosa parla.  Bisogna essere profondamente ipocriti (o profodamente in malafede) per accusare Vauro di cattiveria a buon mercato.   

   
 Io, per essere chiari, non sto con Vauro: sto (vorrei stare) dalla parte di una intelligenza che è fatta anche e soprattutto  quel rispetto e  sensibilità che si sforza di capire la complessità del mondo su cui poggiamo i piedi. Tanta roba, eh? Mi resta la guida di Asia Argento e sono d'accordo con voi che è un'emozione da poco.